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Friday, February 23, 2007

The Colours of Malta

Rosalba Graglia writes in La Stampa

La rocca al centro del Mediterraneo si accende in questi giorni di colori e sfilate in costume. Oltre ai tradizionali carretti, la danza con le spade che ricorda la fine del Grande Assedio turco del 1565. Ha una passione per la festa, Malta. Le festi dei santi patroni, con la processione, la banda, le luminarie sulle facciate delle chiese barocche, i fuochi d'artificio. E la festa pagana per definizione, il Carnevale. Che non è solo uno dei più antichi d' Europa, ma curiosamente è stato introdotto da un ordine religioso, seppure di monaci-guerrieri: i Cavalieri di Malta, alias Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, fuggiti da Rodi caduta in mano ai Turchi e arrivati qui. È un Gran Maestro dell'Ordine, Pietro del Ponte, a organizzare nel 1535 la ricostruzione di una finta battaglia, un momento di puro divertimento e «rovesciamento»: il primo festeggiamento carnevalesco che l'isola ricordi.

Cinque anni dopo, quando un'armata cristiana diretta a Tripoli attracca a Malta, è ancora il Gran Maestro Jean de La Valette ad autorizzare la prima festa in maschera. Da allora, le mascherate per il carnevale diventano un appuntamento fisso, con il corollario della parata, la danza con le spade che ricorda la fine del Grande Assedio turco del 1565, del kukkanja, corrispettivo dell'albero della cuccagna nostrano, e delle sfilate di carri, diffuse già nel '700, spesso con il Gran Maestro in persona a guidare il corteo..

..Malta è fittamente abitata, i villaggi sono caos di case cubiste di pietra color miele attorno a una chiesa-capolavoro, e la sabbia lascia più spesso il posto alle scogliere. Ma nasconde il segreto di misteriosi templi megalitici e racconta storie di personaggi intriganti. Immaginari, come Corto Maltese, nato ufficialmente il 10 luglio 1887 proprio a Valletta. E reali, come Caravaggio, arrivato sull'isola giusto 400 anni fa, nel 1607, anche lui un 10 di luglio, in fuga da Roma e da una condanna a morte per omicidio. Restò a Malta poco più di un anno, abbastanza per essere nominato cavaliere e dipingere capolavori, a cominciare dalla Decollazione del Battista.

In attesa che le celebrazioni ufficiali trasformino Valletta in una Caravaggio City si può andare in anteprima sulle tracce del pittore, magari scegliendo come guida insolita l'ultimo libro di Cammilleri. E poi girare per stradine saliscendi e scalinate, tra gli auberges dei cavalieri e i balconi-gallerijas di legno colorato. Scoprire le scenografie barocche e le fortezze sul mare di una città patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, ma anche le atmosfere segrete dei triq, le viuzze del centro storico, fra vecchie vinerie, altarini dedicati a San Paolo Naufrago e alla Vergine, e botteghe che sfornano pastizzi caldi (i fagottini di sfoglia ripieni di ricotta e piselli, un'istituzione locale) e l'hobz, il tipico pane maltese.

Voltare le spalle al mare e perdersi nei silenzi di Mdina, l'antica capitale di pietra dorata, tra cortili segreti, conventi e palazzi normanni. Ad aprile riapre uno dei più belli, Palazzo Falson, dopo 5 anni di restauri. Nessuna traccia invece del leggendario Falcone Maltese. Ma quello, come dice Bogart nel film di Huston, è fatto del materiale di cui sono fatti i sogni.

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